Non esistono due piedi identici: se vuol creare scarpe comode e dal numero corretto, il calzolaio dovrà ottenere il massimo di informazioni possibili su entrambi i piedi del cliente. Per tale motivo è necessario che egli effettui le misurazioni con il massimo della concentrazione e della calma: in genere occorrono da una a due ore. Peraltro è spesso difficile trovare il momento più adatto per ottenere misure precise.

La misura del piede può essere influenzata dalla temperatura (troppo elevata) o dall’affaticamento (lunghe camminate o intensi esercizi sportivi). Pertanto è raccomandabile prendere le misure al mattino presto o comunque nel corso della mattinata.

Esistono inoltre malattie che comportano edemi ai piedi. Se si prevede che scompaiano in breve tempo, bisognerebbe aspettare a prendere le misure fino a quando i piedi non abbiano riacquistato la loro forma originaria. Se esistono malformazioni o deformazioni patologiche, come dita a martello o nodosità, il calzolaio deve considerarle caso per caso.

In ogni caso è consigliabile fare una pedicure alcuni giorni prima di effettuare le misurazioni per evitare disturbi, quali unghie incarnite, infiammazione del letto ungueale e occhi di pernice.

Lunghezza, larghezza, altezza e circonferenza del piede

Il calzolaio prende la misura della lunghezza, della larghezza, dell’altezza e della circonferenza dei piedi in due diverse posizioni: sotto carico (cioè sotto il peso del corpo) e in fase di non appoggio. Rispetto alla posizione rilassata, il piede in posizione eretta può essere più largo di mezzo centimetro o addirittura di un centimetro pieno, la volta plantare si abbassa, tendini e muscoli vengono stirati. Questa situazione rispecchia abbastanza la situazione del piede sottoposto a sforzo durante una camminata. Tuttavia, la scarpa si allarga inevitabilmente per l’effetto della camminata oppure a causa del caldo o dell’umidità del piede.

Se dunque il calzolaio prendesse per buone le misure sotto carico, nel giro di pochi giorni la scarpa, per chi la indossa, risulterebbe troppo larga. Al contrario, effettuando le misurazioni solo in posizione seduta, si presenterebbe la situazione opposta poichè il piede non caricato è “più piccolo”. Entrambe le misure consentono di ricavare con maggiore precisione la larghezza del piede in camminata,consentendo inoltre di calcolare di quanto si allarga la scarpa con l’uso.

Le fasi della misurazione

La prima fase della misurazione consiste nell’ispezione visiva del piede per stabilirne la forma: si controlla se esso ruota all’interno o all’esterno rispetto ad un asse longitudinale immaginario, se l’arco interno è alto o basso, se il malleolo è più basso della norma, se il calcagno è robusto o delicato, come sono conformati il dorso del piede e le articolazioni dell’avampiede o se esistono malformazioni ( ad esempio piede piatto, forti nodosità, mignoli sporgenti, alluci più alti del normale).

Quindi sarà necessario testare attentamente il piede: con le mani il calzolaio è in grado di riconoscere la forma e i tratti caratteristici. Quindi egli osserva l’andatura del committente, notevolmente influenzata dal peso o da abitudini inconsce. Vi sono persone che hanno un passo leggero e altre uno pesante: per questo motivo il calzolaio studierà con cura anche le vecchie scarpe usurate, le cui deformazioni possono fornire indicazioni utili. Infine il calzolaio farà una chiaccherata con il committente. Di solito le persone non hanno idea della conformazioni dei propri piedi, al massimo lamentano che “ogni scarpa mi preme sull’alluce” o che ” tutte le scarpe mi stringono sul collo del piede”.

I diabetici per esempio o chi soffre di stenosi arteriosa, non possono indossare scarpe strette ed è necessario adottare per loro misure “più comode”. Una misura perfetta risponde naturalmente tanto al desiderio del cliente quanto a quella dell’artigiano.